venerdì 24 maggio 2013

Croissant napoletano (salsicce e friarielli)

Unire una specialità tipicamente francese ad una tipicamente partenopea mi ha proprio divertita!!!

Le ho preparate e mi sono piaciute molto :-) 

Promosso a pieni voti questo matrimonio franco-partenopeo?





martedì 14 maggio 2013

Torta cotta nel vaso

Mamma mia che comodità e che cosa meravigliosa: cuocere i dolci nei barattoli e riporli nella dispensa come un normale barattolo di pomodori.

Per me si apre una organizzazione in cucina unica, posso prepararli e conservarli anche per 4 mesi: uaoooo!!!!!! 

I miei nipotini così, quando verranno a casa, troveranno una merenda speciale: come zia mi piace molto coccolarli!
 
Ho coinvolto per la degustazione il maratoneta e la mamma di Pagnottella, mie cavie consenzienti, il loro commento è stato positivo e la torta ha mantenuto la sua umidità. Per quanto mi riguarda credo  che avrebbe avuto bisogno di una crema oppure una ganasce di accompagnamento  (ma questa è un'osservazione fatta alla torta non al metodo di cottura che rimane fantastico).

Provateci e rimarrete meravigliati.

La ricetta però non ricordo dove l'ho presa anche perchè prima di realizzarla ho fatto passare tanto tempo, nonostante la curiosità.

  
 

 Ingredienti



 400 gr di latte condensato
 4 uova
150 gr burro
110 gr farina debole
70 gr fecola
1 pizzico di sale


Ho montato i tuorli con il latte condensato ed ho aggiunto il burro precedentemente sciolto a bagnomaria ed ho incorporato per ultimo le farine  setacciate insieme al lievito.


Ho aggiunto delicatamente gli albumi montati a "neve ferma".

Ho imburrato i barattoli come si fa per una normale tortiera ed ho versato all'interno l'impasto fino a metà dell'altezza del barattolo stesso. 

Li ho messi nel forno già caldo a 170°C circa per circa 20 minuti.

Appena cotti ho messo subito il coperchio al barattolo ed ho aspettato il completo raffreddamento mettendoli a testa in giù.

Per essere certi che si è formato il sottovuoto, bisogna verificare che la parte centrale del coperchio dev'essere leggermente più bassa.

Si mantengono per 3-4 mesi, diversamente, se non si crea il sottovuoto, siete costretti  :-)  a consumarli entro 3 giorni.



Ciao Patrizia

mercoledì 8 maggio 2013

Pasta tricolore

Quando preparo il menù per una cena, lo "studio" e lo rielaboro a seconda delle persone che ospito ed a volte impiego anche una intera serata...

Mi sento una stilista, perché mi piace l'idea di realizzarlo su misura per ognuno di loro così da trasmettere ai miei ospiti una sensazione di esclusività. Allora cerco di ricordarmi le loro preferenze, o se preferiscono di più la carne al pesce... insomma mi piace proprio coccolarli!

Le mie ricette le ho catalogate in base ad una consultazione (a me facile) di portate: antipasti, primi, secondi, contorni e dolci (questo ultimo contiene pochissime ricette !!!) e proprio nel raccoglitore dei primi ho in bella vista, quasi come se facesse da copertina, una ricetta a me molto cara, che preparo solo per delle persone per me molto speciali :-D!!! E' una pasta fresca a tre colori che ho cucinato quando ho pranzato la prima volta con i due pargoli (il maratoneta ed il comandante) del mio maritino.

Ricordo ancora come ero emozionata, tesa allo stesso tempo, quando ho organizzato questa cena: in quei giorni ho divorato interi libri di cucina! Poi quando ho trovato questa ricetta l'ho eseguita pari pari anche nei pesi non ho sgarrato di un grammo (sembrava come se non avessi mai cucinato!) tutto doveva essere perfetto! 
Pensate che anche per il piatto di portata ho messo lo stesso della foto del libro!

Fu un successone... non per la mia ricetta ma perché i due pargoli del mio maritino sono veramente speciali!

Sarò contenta di insegnarla a Pagnottella quando sarà in grado di pasticciare nella mia cucina.

Adesso si è ripresentata un'altra occasione speciale (sempre solo per loro) e l'ho rifatta con meno tensione di allora ma vi assicuro che l'entusiasmo è lo stesso!






Pasta rossa
70 gr di semola
70 gr di farina 00
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 uovo

Ho impastato tutti gli ingredienti ed ho coperto l'impasto con una pellicola , in frigo per il riposo



Pasta verde

70 gr di semola
70 gr di farina 00
2 cucchiaio di spinaci lessati e frullati (io ho usato la clorofilla degli spinaci)
1 uovo

Impastare come sopra

Pasta gialla


50 gr di semola
50 gr di farina 00
3 tuorli d' uovo
1 pizzico di zafferano

Impastare come sopra

Per la farcia


500 gr di carne macinata
1 carota
1 cipolla
1  costa di sedano
1 bicchiere di vino bianco
200 grammi di ricotta
2 cucchiai di parmigiano
erbe aromatiche (timo, maggiorana, salvia)
un uovo
olio, sale e pepe q.b.

Per condire: una besciamella molto fluida e due cucchiaiate di burro fuso

Per preparare il ripieno ho rosolato la cipolla, il sedano, la carota e le erbe aromatiche nell'olio, poi ho aggiunto la carne e l'ho fatta sigillare bene (a fiamma alta così che la carne non perde il sugo).

Dopo ho aggiunto un bicchiere di vino ed ho continuato la cottura per altri 10 minuti.

Una volta fredda la carne, ho aggiunto la ricotta, il parmigiano e l'uovo, sale e pepe malgamando bene tutti gli ingredienti

Con la pasta ho tirato le sfoglie sottili, ho raccolto poi  la farcia in una  tasca da pasticciere mettendone una striscia al centro delle varie sfoglie colorate  e l'ho arrotolata su se stessa in modo da formare un cilindro. 
Con un coltello ben affilato ho tagliato dei pezzetti di 3 - 4 centimetri e le ho sistemate nella pirofila alternando i vari colori di pasta, dove ho precedentemente  ho steso un velo di besciamella.


Dopo li ho irrorati con il resto della besciamella ed ho messo qualche noce di burro. In forno a 180° per trenta minuti

Ciao Patrizia

 


lunedì 6 maggio 2013

Sfingione


La Sicilia è una regione che amo sia dal punto di vista culinario che geografico. 


Penso alle sue bellezze: Le gole di alcantara, La valle dei templi, Monreale... e mi vieni nostalgia, perché mi piacerebbe ritornarci!!

Ho trascorso delle meravigliose vacanze visitandola in lungo ed in largo.

Mi consolo guardando le foto :-( 

Beh se, invece, sento la nostalgia dal punto di vista culinario, allora vado in cucina e provo a consolarmi rifacendo, (anche se mangiarle sul posto è decisamente diverso) una delle tante specialità siciliane che mi ha particolarmente colpito: lo sfingione... che buono!




1 chilo di farina 0
15 gr di lievito di birra
20 gr di sale
20 gr di zucchero
60 gr di olio di oliva
500 gr di acqua tiepida

1 kg di cipolle 
200 gr di caciocavallo semi-stagionato
300 gr di mollica di pane raffermo
alici salate q.b. 
origano e pepe q.b.

Ho sciolto il lievito di birra nell'acqua; dopo ho aggiunto gli altri ingredienti ed ho impastato fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. 
L'ho messo a lievitare in un posto caldo senza correnti d'aria. 

Dopo che ha raddoppiato di volume, ho diviso l'impasto in due teglie e l'ho lasciato ancora lievitare per almeno un ora.

Nel frattempo ho sbianchito per qualche minuto nell'acqua e sale in ebollizione le cipolle, precedentemente affettate sottilmente; le ho asciugate bene e fatte rosolare nell'olio fino alla cottura. 
Ho quindi ricoperto, con le cipolle ben fredde, l'impasto che è nelle teglie, ho aggiunto il caciocavallo grattugiato ed infornato a 200°C per circa 30 '

Ciao Patrizia


martedì 30 aprile 2013

Sfogliatelle ricce con scarole -


Mi hanno chiesto qual è l'ingrediente fondamentale per fare le sfogliatelle ricce, ho risposto: avere una sorella animata dalla stessa pazienza, con la quale durante la lunga preparazione dei"dischi" puoi anche chiacchierare (come dice l'amore di Monica, io e lei, abbiamo sempre un motivo per inciuciare) e fare gossip, perché il tempo che ci vuole per realizzarle è tanto ed è una lavorazione molto delicata da fare serenamente.
Facciamo uno "sfogliatella-day" soltanto una volta all'anno, preferibilmente d'inverno perché d'estate è quasi impossibile lavorare l'impasto. 

Realizziamo i dischi, li congeliamo ed al momento che ci occorrono, salati o dolci, li lasciamo a temperatura ambiente per un'oretta e poi procediamo con la farcitura.

Ho fatto questa premessa, per me determinante, quindi se avete l'ingrediente principale (sorella oppure amica oppure marito paziente) procedete .





Ricetta per la sfoglia


1 kg di farina 00
30 gr di miele
100 gr di sugna
300 gr di acqua
20 gr di sale
300 gr di sugna

Ho messo sul tagliere la farina a fontana, con il sale, il miele, la sugna ed al centro ho cominciato a versare l'acqua fredda, un po' alla volta, sciogliendo il sale ed assorbendo poi a mano a mano la farina, "sfiocchettandola" nel senso che si creano tanti fiocchi d'impasto, rialzandola fra le dite più volte senza aggiungere acqua.
Riunisco tutti questi fiocchi e pigiando e premendo con le mani faccio in modo che si riattacchino ci vuole molto tempo :cioè un ora abbondante (mettendo a dura prova la vostra passione culinaria ).
Lavorarla molto, premendo con le nocche delle dita e pigiandola con il palmo delle mani e battendola con il matterello (...il mio paziente condominio!!!) Smetto solo quando la pasta risulta liscia ed omogenea: io e Monica ci alterniamo e vi assicuro che tra una chiacchiera e l'altra passa velocemente 1 ora: altro che palestra:-), si vuole proprio tanto tempo!
Avvolgo l'impasto  nella pellicola e lo lascio riposare per un ora.
A questo punto abbiamo bisogno di due matterelli piccoli

Trascorsa l'ora, con la macchinetta per stendere la pasta fresca, formiamo una striscia lunga il più possibile anche un paio di metri, , senza mai usare la farina e cercando di non lacerare l'impasto, l'avvolgiamo intorno ad uno dei due  matterelli  spennellando  con un po' di sugna in modo da non farla attaccare. 
Facciamo questa operazione,passandola ancora nella macchinetta ed avvolgendola man man sul matterello  finchè non arriviamo allo spessore di un millimetro.  A questo punto riavvolgiamo la lunga striscia su se stessa (sempre ungendo con la sugna), come se dovessimo fare delle girelle, fino ad ottenere dei cilindri con  un diametro di circa 7/8 cm.
Spennelliamo questi cilindri con altra sugna e li facciamo riposare in frigo per una notte.

Sembrano complicate da realizzare ma bisogna prendere manualità e tanta tanta pazienza , è chiaro perchè l'ingrediente principale è la pazienza!

Il giorno dopo dai cilindri,si tagliano delle "fette" da 1 cm di spessore.

A questo punto si possono anche congelare, su di un tagliere distanziate tra di loro ed una volta che si sono congelate si riuniscono in un solo  sacchetto. oppure si possono utilizzare subito formandole così :

prendere una fetta tra le mani ungere il lato superiore con una nocciolina di sugna e rigirarla tra le dita , muovendo i pollici dal centro verso l'esterno(le dita poste inferiormente faranno il movimento inverso e cioè dall'esterno verso il centro) dirigendo il taglio superiore verso i bordi e facendo accavallare l'uno sull'altra. Con questo movimento la fetta risulterà schiacciata e concava ed ancora con molta pazienza (non vi preoccupate è l'ultima prova!!!) e cautela premere la fetta sulla parte centrale in modo da invertire la concavità. Accentuare quindi l'incavo e riempito con la farcia. Infornare per 5' a 250° asciugarli con uno scottex e rimetterle nel forno fino a doratura a 200°
Adesso siamo quasi arrivati alla fine:-)



Nel frattempo si prepara la farcia

Ripieno
2 fasci di scarole

10 olive nere
10 olive verdi
5 capperi
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uva sultanina
q.b. olio
1 spicchio di aglio
sale
Lessare le scarole il tempo necessario affinché restino croccanti, rosolare olio ed aglio in una padella, aggiungere le scarole (scolate e ben asciugate) olive nere, capperi, pinoli, uva sultanina , olive verdi e qualche gheriglio di noce. Rosolare per alcuni minuti e poi raffreddare.
 Farcire le sfogliate con questo ripieno e mettere in forno a 220° fino a doratura completa!
Ciao
Patrizia


cake friarieli e salsicce

Da molti anni vivo in una città non molto distante dalla mia di origine, anzi sono appena 60 i km che le dividono,ci sono molte similitudini nelle usanze, nelle caratterstiche geologiche,nel dialetto..non mi sono mai sentita fuori casa, tranne una volta quando chiacchierando con una ragazza del posto che  mi ha detto che a pranzo avrebbe mangiato "spaghetti, friarielli  e pomodoro"!!!!!
Non ho reagito e credo di non aver fatto l'espressione "macosadiavolostaidicendo"e ho chiesto in modo neutro "I friarielli con il pomodoro e la pasta??"
Poi abbiamo chiarito l'equivoco : nella mia città natale i friarielli sono le infiorescenze delle cime di rapa, hanno un sapore vagamente amarognolo e si mangiano accompagnati alle salsicce, saltati in padella o sulla pizza(in realtà anche nella ricetta che vi propongo hanno una veste un pò diversa!!)....

Invece, dove vivo adesso, per friarielli  si intendono i peperoncini nani verdi dolci che si mangiano fritti e poi passati nel pomodoro fresco e con questo sugo si possono appunto condire gli spaghetti.......




Ingredienti 
375 gr di farina
300 ml di latte
3 uova
75 ml di olio di mais
75 gr di parmigiano
sale e pepe q.b.
1 bustina di lievito per salati
300 gr di friarielli già puliti
2 salsicce



   Ho lavato e lessati i friarielli per qualche minuto in acqua bollente.Li ho fatti  raffreddare ed  ho eliminato tutto il sugo formatosi in cottura, anche strizzandoli, poi li ho  triturati in maniera grossolana e soffritti in padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio e ho aggiunto le salsicce, private della pelle e sbriciolate, quasi a cottura dei friarielli, ho ancora saltato, condito di sale e pepe, poi messo il tutto a raffreddare.
Ho montato in una terrina le uova con il sale e ho aggiunto a filo prima il latte, appena intiepidito, poi l'olio continuando a mescolare con un frullino elettrico.
 Ho unito all'impasto la farina sempre mescolando, il parmigiano ed infine il lievito. 
In ultimo ho aggiunto i friarielli e la salsiccia amalgamando delicatamente.
Ho versato l'impasto in uno stampo per plumcake precedentemente imburrato ed infarinato , ho Infornato a 180 gradi (forno già a temperatura) per circa 40 - 45 minuti.

Ciao
Monica
i

venerdì 26 aprile 2013

cipolle imbottite

Sicuramente non sono da preparare se avete una cenetta romantica, a meno che a tavola anzichè del vino mettete un po' di collutorio, ma il sacrificio di fare gli asociali per una serata vale la pena: io le trovo buonissime!

Le cipolle, poi, lessandole in acqua e sale diventano un poco più digeribili.



 

Per questa ricetta non ho avuto l'approvazione del mio maritino... :-(



4 cipolle grosse
250 gr di carne macinata
100 gr di parmigiano 
1 uovo
pan grattato q.b.
grappa q.b.
burro q.b.
sale e pepe

Ho sbucciato le cipolle e le ho lessate intere in acqua in ebollizione portandole a metà cottura. 
Una volta fredde le ho tagliate a metà nel senso orizzontale e con l'aiuto di uno scavino ho tolto la polpa centrale.

Nel frattempo ho rosolato la carne con una noce di burro. 
Appena si è raffreddata ho aggiunto l'uovo, sale, pepe e la polpa delle cipolle precedentemente frullata.

Con questa farcia ho riempito ogni metà cipolla, ho aggiunto un fiocchetto di burro ed una cucchiaiata di pangrattato.

Le ho posizionate in una teglia rivestita con carta forno, una spruzzatina di grappa ed in forno a 200°C circa per 20'.

Ciao Patrizia

martedì 23 aprile 2013

Torta senza farina



Sicuramente voi esperte di dolci non vi sareste posta la stessa domanda che mi sono posta io quando ho letto questa ricetta: una torta senza la farina??? Infatti quando l'ho preparato era molto scettica (chi ci segue sa che io ed i dolci non andiamo molto in sintonia, ma avevo ospiti e dovevo pur chiudere con un dolce la cena!

Questa ricetta è semplicissima (ci sono riuscita anche io!)

E' una torta cioccolattosa al punto giusto , morbida morbida ed aggiungerei buona buona.





venerdì 19 aprile 2013

Le visciole


Le visciole sono un frutto forse poco conosciuto che  però rende molto in alcune ricette e le preferisco alle amarene. Fino all'anno scorso, le compravo già fatte, adesso che ho scoperto che farle in casa è semplice potrò usare una cosa a "centimetri zero" :-D

Non è proprio una ricetta ma un procedimento da seguire e vi dovete armare solo di pazienza e cercare una parte del terrazzo di casa vostra dove il sole dura molto perché la cottura è naturale!


Pulisco le visciole con un panno umido (dopo sarà solo da buttare, quindi prendetene uno vecchio) tolgo il nocciolo e man mano le metto in un  barattolo alternandole con generose cucchiaiate di zucchero. 
Pigiate bene nei barattoli in modo da non lasciare spazi vuoti.





Una volta riempiti i barattoli, li chiudo con il coperchio e li metto fuori  al sole per quaranta giorni. 







Ogni giorno (non sono stata così precisa qualche volta ho fatto filone!!!) bisogna agitare il barattolo in modo da amalgamare ulteriormente le visciole con lo zucchero.

Passati i quaranta giorni   sono pronte per essere utilizzate. 
Durano e si conservano come una normale marmellata.
Posto adesso la ricetta (anche se le ho realizzate l'anno scorso) perchè tra un pò sara il loro periodo e quindi potete prepararle

Le utilizzo per i pasticciotti di crema, per le Zeppole di San Giuseppe, aggiunte ad una semplice crema pasticcera e.....decidete voi per cosa altro!

Ciao Patrizia





domenica 7 aprile 2013

pops cakes

Patrizia, penso si sia già capito dalle sue ricette, è una forza della natura.


Mai stanca, soprattutto di cucinare, capace di mettere la sveglia alle 3 del mattino se il suo lievito deve "mangiare"  a quell'ora e poi affrontare un intera giornata di lavoro "normale" fresca come una rosa.
Non smette mai di curiosare in giro e lo fa anche per me, mi tiene sempre aggiornata sulle tendenze della pasticceria e non faccio in tempo ad imparare a fare i maccarons o fare scorta di confettini e aghetti colorati e minismarties ed altro ancora per i cupcakes, che si presenta con i "pops cakes" per dirmi "li devi assolutamente realizzare"....

All'inizio penso che non posso starle dietro poi, succede ogni volta, mi incuriosisco, accarezzo l'idea, mi informo, inizio a pensare come fare e parte la prova, risultato... ecco i miei primi pops cake:




Pops cakes






La base la ricetta originale vuole che si faccia un pan di spagna, io per la verità avevo nel congelatore un biscuit rollè al cacao ho usato quello e non è venuto male.
Ho sbriciolato la torta nella planetaria, la parte più coraggiosa perché sembra di rovinare una cosa buonissima,e mentre frullava il composto ho aggiunto cucchiaiate di marmellata di fragole, pensavo che con i cuoricini ci stava meglio.Ho steso il composto in una teglia e l'ho messo in frigo per un paio di ore,dopodichè l'ho prelevato e con l'aiuto di tagliabiscotti ho fatto le forme .
Ho immerso la punta dei bastoncini in un poco cioccolato fuso e ho "infilzato" i cuoricini.
A questo punto ho fatto un altro passaggio in frigo, così quando ho sciolto circa 150 gr di  cioccolato fondente in una ciotola e vi ho immerso i pops, il freddo del composto ha fatto solidificare subito il cioccolato.



Pops sacher cakes



Ho anche pensato :perché allora non fare anche i "pops sacher cakes"?
Ho utilizzato la ricetta che uso e ho sbriciolato la torta con l'aggiunta di due cucchiaiate di marmellata di albicocche.Poi ho formato delle palline con l'aiuto del dispensatore dei gelati.
Le ho messe in frigo per 1 ora, poi ho inserito gli stecchi, dopo aver intinto la punta in un poco di cioccolato sciolto, le ho ricoperte di marmellata e messe nel congelatore, io le ho lasciate una notte .
Ho preparato poi la glassa della sacher (la ricetta è qui) e in questa ho immerso delicatamente le pops sacher mettendole ad asciugare a temperatura ambiente.

Pops red velvet cake




 Per queste non ho usato la ricetta originale della velvet, ma ho realizzato un semplice pan di spagna che  ho colorato con del rosso alimentare perchè non ero riuscita a recuperare la panna acida e oramai mi ero messa in testa che li dovevo fare....però sono piaciuti lo stesso tanto è vero che ne avevo preparati circa 20, con una dose di pan di spagna ne vengono anche di più, ma che volete lo sfriddo :-D !!!, li avevo messi pronti sotto una campana di telo, che io chiamo la "antifurto per pelosi",
Quando sono tornata a casa, la babysitter del piccolo principe mi ha detto "ne abbiamo mangiato qualcuno.."
Ecco i superstiti di quel qualcuno!!!

La glassa è semplice cioccolato bianco sciolto al quale  ho aggiunto del colorante bianco per fargli perdere l'opaco .

Divertentissimo farli  e anche mangiarli....

Ciao Monica