martedì 21 aprile 2015

Le girelle pandistelle con nutella

"Moma cosa hai preparato come dolce?"

Domenica , fuori finalmente uno splendido sole che accarezza piacevolmente tutta la famiglia radunata a casa mia a pranzo, voci amate allegre e vivaci mi arrivano dal salone, mentre in cucina  preparo  ....
Mi volto verso Dede  "le girelle " gli rispondo.
"Ho i brividi"
"Vuoi che chiudo il balcone ?"
"No Moma sono le tue girelle che mi fanno venire i brividi "

Se ci fosse George Clooney a questo punto sarebbe perfetto il suo "What else?"



Ecco la ricetta della girelle che fa venire i brividi a Dede e non solo :

6 uova 
200 gr di farina 
120 gr di zucchero
30 gr di cacao 
100 gr, di miele
300 gr. di nutella


Montare le uova e lo zucchero fino a che diventano spumose, sempre utilizzando il frullino aggiungere il miele.
A questo punto setacciare la farina ed il cacao e dividere l'impasto in due ciotole, in una delle quali aggiungere il cacao setacciato.
Accendere il forno a 170° , ed in una teglia ricoperta di carta forno, versare l'impasto chiaro e far cuocere per 10 minuti.
Passato il tempo, versare sulla teglia anche l'impasto scuro e rimettere in forno per altri 10 minuti.
Nel frattempo preparare un canovaccio umido  e su questo rovesciare la pasta bicolore ormai cotta, aiutandosi con il canovaccio e velocemente ma delicatamente , arrotolare fino ad ottenere un salame.
Lasciare raffreddare e poi, sempre con molta delicatezza, srotolare il "salame" togliere il canovaccio, farcire la pasta  con la nutella e riavvolgerlo.
Ricoprirlo di pellicola e lasciarlo riposare in frigo almeno 1 giorno.
Poi tagliarlo a fette larghe 2 dita e immergere una faccia delle fette in cioccolato fondente fuso.
Appoggiare le fette su un foglio di carta forno e lasciare rassodare il cioccolato a temperatura ambiente.

Ora sono pronte per  fare venire i brividi anche a voi.....

Monica

martedì 14 aprile 2015

Panino al carbone vegetale e senape home made

Divertente, coreograficamente parlando vero?
Per adesso questo panino, mi ha ispirato  una farcitura di mozzarella asciutta, lattuga, carote e cipolle arrostiste, ma non vedo l'ora che arrivi l'estate per sbizzarrirmi con melanzane e tante altre belle cose che solo l'estate può offrire!
Ho preparato anche la senape......beh  poterla fare con le proprie mani non ha prezzo!


Ricetta lievitino

farina grammi 70
latte grammi 20
lievito di birra grammi 4
zucchero  un cucchiaino
acqua  grammi 20
olio evo 1 cucchiaino
ricetta impasto
farina 00 grammi 500
carbone vegetale grammi 25 
miele grammi 15
sale grammi 10
latte grammi 130
acqua grammi 130
burro grammi 30
zucchero grammi 10
olio evo grammi 25
lievito di birra grammi 10
tutto il lievitino

Per il lievitino

Ho sciolto il lievito con il latte tiepido poi ho unito tutti gli ingredienti ed ho impastato fino ad avere una consistenza elastica. Ho trasferito l'impasto in una ciotola , l'ho coperta con la pellicola e l'ho fatta lievitare per circa 4 ore.

Per l'impasto

Ho sciolto il lievitino preparato precedentemente, poi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti, escluso il burro, ed ho impasto fino a renderlo ben incordato, a questo punto ho aggiunto il burro ed ho continuato ad impastare finché non è stato completamente assorbito.
Ho trasferito l'impasto su di un piano di lavoro e l'ho fatto riposare per circa 30 minuti.
Poi ho diviso l'impasto in tanti pezzi da 60 grammi circa e gli ho dato una forma di sfera.
Ho messo le forme a lievitare in una teglia da forno fino al raddoppio.
Dopodiché li infornati a 200 ° circa per 12/13 minuti.
Attenzione i panini sono neri di suo non perché lo ho dimenticati nel forno!!!!!

Per la senape ho seguito pari pari la ricetta presa da qui.

semi di senape grammi 100
aceto di mele grammi 70
miele 40 grammi
90 grammi di acqua
20 grammi di olio evo
sale q.b.
1/2 bustina di zafferano

 Ho messo a bagno i semi di senape nell'aceto per tutta la notte. Il giorno dopo li ho frullati aggiungendo l'acqua,il miele, il sale ,lo zafferano e l'olio a filo un po' per volta.  Ho frullato con il minipimer fino ad una consistenza cremosa . Poi l'ho messa nei tubetti e coperta con uno strato di olio, chiusa e subito in frigo.
Per  i panini decidete voi la farcitura......

Buona cucina
Patrizia


martedì 7 aprile 2015

Pastiera

In casa nostra il rituale della pastiera è sempre stato sacro, i miei ricordi di bambina ,di quando dopo la frugale cena del giovedì santo,si accendeva il forno a legna e nel frattempo che raggiungeva la temperatura adatta le " grandi" iniziavano la preparazione dividendosi i compiti. Chi univa la ricotta allo zucchero, chi preparava il guscio, chi il grano....il tutto condito di chiacchiere e " inciuci" che facevano passare il tempo in allegria.
Gli uomini  andavano a letto, la prima pastiera finiva in forno a mezzanotte , ed a un certo punto anche io cedevo al sonno.Patrizia invece resisteva ad aspettare la cottura di tutte le torte,siamo arrivate a farne anche 20 in una sera.
La prima che usciva dal forno , veniva subito assaggiata, anche se calda non ha un grande sapore,anche perché mamma e nonna Maria usavano l' unita di misura o.c. (occhio e croce) e quindi la prima avevamo la scusa per assaggiarla per vedere come era venuta.

Da diversi anni siamo  a casa di Patrizia, e il rito non e' cambiato molto,ora le "grandi" siamo noi ,c'e' il forno a legna,(quest’anno il piccolo principe ha preso il posto del mio maritino lo ha accesso perfettamente e ci sono le chiacchiere ma non iniziamo la sera, iniziamo la mattina del venerdì santo perché ci piace avere i piccoli " tra i piedi" bellissimo .(e poi credo che ancora adesso io mi addormenterei!)

Spesso ci chiedono perché le nostre pastiere sono più buone, da anni usiamo la ricetta che e' riportata dietro i barattoli di una azienda che produce grano,non cambiamo niente , non ci sono segreti.
La mattina ci riuniamo in cucina da Patrizia , ci sono anche una cara amica con la figlia che il piccolo principe ha sempre chiamato Lulu'  e iniziamo allegramente raccontando ai piccoli le leggende che si narrano sulla origine della pastiera. A me in particolare piace molto pensar ad una sirena Partenope, che
ogni primavera regalava ai napoletani canti dolci e melodiosi e che tenerezza pensare alle mogli dei pescatori che , per ringraziarla di uno scampato pericolo, le portano sulla riva dello splendido golfo tra Posillipo e il Vesuvio, dove lei viveva,i loro prodotti più preziosi : uova,ricotta,grano, fior di farina,zucchero acqua profumata di aranci ...e lei , geniale pasticcera, riporta un dolce che contiene tutti questi ingredienti appunto la pastiera.
Da qualche tempo ho anche scoperto che un nostro detto ha la sua origine legata a questo dolce.Si narra che una principessa non sorridesse mai, le fu presentato una fetta d pastiera e lei rise, da noi si dice : magnate na risata ( mangiati una risata , intendendo sollecitare una persona a lasciarsi andare ad una risata).Quest'anno Dede alla mia domanda ti e' piaciuta la storia? Ha risposto con un " ma l ' acqua del mare era salata?"con grande divertimento dei cugini "più grandi" ma anche nostro ......ecco forse e' questo il nostro ingrediente segreto!  Il momento più particolare e quando si deve mettere la griglia di strisce, Patrizia che fa la pastiera classica, con il cedro che prepara lei in casa,mette una griglia più moderna. Io che invece, so che i puristi arricceranno il naso, amo mettere il cioccolato  fondente a pezzettini  ,pero' sulla griglia sono molto tradizionalista e faccio la classicissima doppia croce simbolo pasquale.
La primavera ha nella mia città il profumi dell' acqua di fior d' arancio, il profumo misto di agrumi e cannella che attraverso le finestra inonda le strade e mi fa pensare questo e' l odore della Pasqua.La pastiera non e' solo un dolce, ma una merce di scambio,io la faccio per te e tu ne fai una a me,e' motivo di gara su chi la fa più buona, di discussione su quale siano le giuste proporzioni, e' un assaggio obbligatorio se vai a fare visita , la padrona di casa non ti dirà " vuoi una fetta di pastiera? "Ma :prendi una fetta di pastiera ! , perché non si puo' pensare che l' offerta non sia più che gradita.
Insomma non e' Pasqua se non c' e' pastiera.




Ricetta:
Preparare la frolla il giorno prima con 600 grammi di farina debole, 300 di burro, 300 di zucchero a velo , 3 uova e 3 tuorli, pizzico di sale ed una grattatina di arance.
Impastare tutto insieme e farla riposare in frigo fino al momento dell'utilizzo.

Intanto cuocete il grano (barattolo da 700 grammi) aggiungendo  175 grammi di latte intero, 50 grammi di burro e 2 arance biologiche intere (che frullerete dopo la cottura) la buccia grattugiata di un limone. Cuocere a fuoco moderato finchè non diventano cremosi.

Frullare a parte grammi 1100 di ricotta e 950 di zucchero. Aggiungere 8 uova  3 tuorli ed alcune gocce di neroly arancia e cedro candito. Unire il tutto al grano che nel frattempo si è raffreddato.

Stendere la frolla ad uno spessore di un centimetro e rivestire due teglie
 da 26 centimetri di diametro e con le rimanenze preparare delle strisce larghe 2 centimetri che serviranno per la decorazione.
Riempire i fondi di frolla con la farcia di ricotta e grano poi decorare con le striscioline ed infornare per circa 1 ora e 30 nel forno a legna mentre nel forno casalingo a 160° per circa due ore.
Per la cottura bisogna prestare molta attenzione!

Buona cucina
Monica


sabato 4 aprile 2015

La Colomba

Non ringrazierò mai abbastanza il maestro Ronaldo Morandin per avermi trasmesso la passione e l'amore che occorre per realizzare un grande lievitato.

Io sono tra quei fortunati che l'hanno conosciuto , ed  ho potuto vedere e percepire il suo amore e la sua umiltà  per il lavoro del pasticcere . E' una persona speciale ,sempre disponibile ti invita a telefonarlo per qualsiasi problema che hai con il lievito madre a qualsiasi ora del giorno e della notte....
Fino ad oggi  non avevo  mai postato la ricetta sul blog non per gelosia, figuriamoci, ma perchè le spiegazioni  del maestro Morandin (lui non ama essere chiamato maestro) dovrebbero  essere dettate direttamente dalla sua voce perchè, credetemi, è tanto l'amore che trasmette che non esistono parole adatte!
Spero e vi auguro  allora, che anche voi possiate seguire un suo corso

Ricetta
Primo impasto
200 grammi di acqua
350  grammi di zucchero
450 grammi di tuorlo
400 grammi di lievito madre
800 grammi di farina forte
100 grammi di acqua
500 grammi di burro


I passaggi sono semplice ma il segreto è avere tutti gli ingredienti freddi  ed un  lievito madre arzillo, per questo motivo deve essere rinfrescato due volte ,a distanza di 3 oppure 4 ore l'uno dall'altro , nel giorno in cui si decide di fare la colomba . Io i rinfreschi del lievito incomincio una settimana prima , facendone uno al giorno e poi tre in giorno che decido di fare la colomba. E' un lievitato importante ma la difficoltà, credetemi, sta nell'attenzione a non far riscaldare l'impasto durante la lavorazione. Quel giorno io lavoro molto "di frigorifero" , nel senso che metto l'impasto a raffreddare quando mi accorgo che la temperatura ha superato i 25° (benedetto termometro!) Spesso mi riduco a lavorare di notte ......la preparazione è lunga!

Passiamo alla spiegazione della ricetta

 Unisco l'acqua (la prima quantità) con lo zucchero, poi  i 3/4 dei tuorli  ,poi vi sciolgo bene il lievito madre, tagliandolo  precedentemente a pezzetti.
Dopodiché unisco  la farina ed ho impastato fino a quando non incomincia ad incordare.
A questo punto aggiungo  il resto dei tuorli un po' alla volta ed incordo nuovamente.
Io a questo punto faccio pausa frigo
Riprendo l'impasto ed aggiungo poco per volta la seconda quantità di acqua che deve essere fresca
Quando è ben  incordato aggiungo il burro, sempre un pò alla volta.
Trasferisco l'impasto in una bacinella e lascio lievitare almeno 16 ore (il mio lievito è pigro impiego quasi 20 ore) 

Secondo impasto
300 grammi di farina forte
emulsione di:
100 grammi di zucchero
26 grammi di sale
150 grammi di burro
800 grammi di arancia candita
2 bacche di vaniglia

Glassa
100 grammi di fecola
100 grammi di zucchero a velo
80 grammi di zucchero a velo
100 grammi di granella di nocciole



Per rifinire
mandorle o nocciole intere
zucchero a velo
granella di zucchero

Il primo impasto deve raggiungere due volte il volume iniziale


io prima di iniziare la seconda lievitazione lo lascio un paio di ore nel frigo.
Aggiungo al primo impasto la farina e lascio legare bene finchè non l'avra assorbita tutto.
A questo punto unisco l'emulsione (precedentemente preparata) dello zucchero, i tuorli, il sale e i semi delle bacche di vaniglia, un pò alla volta in modo da mantenere sempre l'impasto liscio ed omogeneo.
Alla fine aggiungo la frutta candita tagliata a pezzettini.
A questo punto lascio l'impasto riposare su di un piano liscio (in gergo si dice "a puntare") per circa 1 ora.
Poi peso l'impasto in base ( io ho realizzato 4 colombe da 750 grammi) ai contenitori e lascio nuovamente lievitare fino a quando non arriva ad un centimetro del contenitore (a me occorrono circa 6 ore)

Intanto preparo la glassa

prima di infornarle aggiungo la glassa cercando di fare uno strato omogeneo, poi qualche mandorla intera ed una spolveratina di zucchero a velo e granella di zucchero
La inforno a 180° per 35 minuti.
Sarebbe preferibile seguire la cottura con un termometro a sonda in modo da avere la cottura perfetta al cuore a 94°

Le lascio raffreddare infilandola in dei ferri (tipo quelli per lavorare a maglia) e poi le imbusto per la conservazione.

Buona cucina
Patrizia



mercoledì 25 marzo 2015

Polpette vegetariane di quinoa

Non sono mai stata una grande appassionata di carne,e, circa 3 anni fa, mi sono resa conto che non la volevo più  nella mia dieta.
L'ho eliminata e ,da gennaio, ho eliminato anche il pesce.
 Non ho avuto difficoltà, credo che sia stato un percorso naturale, era ora potrebbe dire qualcuno, che non mi ha creato, emotivamente ,nessun disagio piuttosto la consapevolezza di maggiore coerenza: amo gli animali, non posso mangiarli.
Questo però mi ha portata, anche perché tormentata da Patrizia preoccupata per la mia salute,alla ricerca di alimenti sostitutivi vegetali ed ho scoperto un mondo vegetariano vario e gustoso.... vi trascinerò con me in questo vortice di goduria cruelty free .
Al mercato della mia città c' è  un banchetto dove si possono trovare cereali, risi, legumi e bacche di ogni tipo e colore.La proprietaria, ve la farei proprio conoscere !, è una donna di una certa età, molto semplice e diretta nei modi,quando le risposi ad un'offerta di una "scella "di baccalà che non mangiavo carne e pesce, mi guardò come se fossi una criminale.
E sono andata da lei la prima volta per la quinoa,  non molto convinta per la verità ,ma alla mia domanda mi ha risposto girandosi verso un contenitore e chiedendomi "Quanta ne volete?"poi però la curiosità l'ha spinta a chiedermi come la usassi e con queste polpette ho sicuramente guadagnato dei punti sulla sua  scala valori.:-)))!

 Si pensa spesso alla cucina vegetariana come ad una povera e priva di sapori e colori , dove la fanno da padrone le insalate tristi .
Qualche settimana fa , ad un pranzo di famiglia, ho cucinato   preparando solo prodotti vegetali ma senza farne cenno,queste polpette erano una delle portate e nessuno si è lamentato.

In realtà non c'è una vera e propria ricetta ,è una che Patrizia chiamerebbe "svuotafrigo", e da lei,  mi sono presa anche una sgridata per aver usato le zucchine fuori stagione. Però mi sono fatta perdonare facendole assaggiare la prima!!!

Ingredienti per 20 polpette


250 gr di quinoa
2 carote
2 zucchine
1 cipolla piccola
olio
pangrattato







Ho tagliato a tocchetti piccoli la cipolla, carote e le zucchine e li ho fatte saltare in padella.
Ho sciacquato molto bene la quinoa sotto l'acqua corrente, operazione importante altrimenti risulta amara, poi l'ho messa in una pentola con  mezzo litro di acqua, ho fatto cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua si è assorbita. In realtà la cottura della quinoa è raggiunta quando diventa trasparente e s'intravede il germoglio.
Ho unito i vari ingredienti, corretto di sale e aggiunto olio sufficiente a rendere l'impasto morbido.
Ho fatto le polpette e passatele nel pangrattato, le ho fritte.
Si possono fare anche al forno, poggiate su carta....ma fritte sono veramente gustose.

In una delle foto s'intravedono delle briciole, sono frutto di un furto da parte di Dede mentre tentavamo di fotografare......

Monica







sabato 21 marzo 2015

Pangoccioli


E' una ricetta favolosa!

Il blog da cui l'ho copiata è una garanzia, basta seguire passo passo il procedimento , avere un buon lievito madre ed il risultato è assicurato.
Non so quante volte li ha fatti e quante volte ancora li farò,sono troppo buoni!!!! 
Magari starete pensando ....che è  perché io adoro le brioche!
No, vi assicuro è una ricetta goduriosa.
Una volta cotte le ho messe in bustine singole e congelate .

Se potessi le mangerei tutte le mattine a colazione....ma purtroppo non è proprio possibile.

Ecco la ricetta copiata ed eseguita senza alcuna modifica!





400 grammi di farina 0

100 di farina di forza tipo Manitoba (facoltativo, sostituibile con farina 0)

150 grammi di lievito madre

50 grammi di patata lessa

150 grammi di zucchero di canna

60 grammi di tuorli (3 tuorli di uova taglia L)

210 grammi di latte intero fresco

100 grammi di burro

2 grammi di sale

1/2 bacca di vaniglia

125 grammi di cioccolato in gocce

q.b. di latte per spennellare prima di infornare








La prima cosa da fare è preparare bene la mise en plasse,  le gocce di cioccolato vanno messe in frigo per almeno 3 ore ,il lievito  madre deve essere in forza (usarlo a 3-4 ore dal rinfresco) e le patate, lessate e schiacciate , devono essere a temperatura ambiente (io le ho preparate  il giorno prima).

 Trascorse le 4 ore dal rinfresco del lievito, ho versato nella bacinella della planetaria la farina, il lievito a pezzetti, la purea di patate, i tuorli, lo zucchero di canna, i semi della bacca di vaniglia e la metà del latte.
 Ho fatto lavorare l’impastatrice e ,quando l'impasto ha  preso corpo, ho inserito letteralmente goccia a goccia, il restante latte.Ho continuato ad impastare finché non ha preso corda.

Alla fine ho aggiunto  il burro, che deve essere nella classica consistenza a pomata, aggiungendolo un po' alla volta e facendo assorbire bene ogni singolo pezzo.

 Poi ho aggiungiunto il sale ed infine le gocce di cioccolato fredde di frigorifero. Quest'ultimo passaggio, è utile per non fare sciogliere il cioccolato durante l’impastamento e non macchiare l’impasto.

Ho fatto una palla con l'impasto e, coprendolo con la pellicola, l'ho conservato in frigo fino alla mattina dopo. Dopodiché l'ho fatto "ambientare" per circa un ora e poi ho diviso l'impasto in palline da 50 grammi cadauna, appoggiandole man mano in una teglia da forno rivestita di carta. 
Poi ho coperto con una pellicola e li ho messe a lievitare in una luogo tiepido fino al raddoppio ( a me impiegano circa 8 ore.)
A questo punto,  li  ho spennellati con il tuorlo d'uovo ed un po' di latte e li ho infornati a 170° circa per 13 minuti.

Appena tiepidi si possono "pappare".......

Ciao e buona cucina
Patrizia










domenica 15 marzo 2015

Pane colorato!!!!

Mettere a tavola un pane del genere crea un atmosfera briosa e anche di curiosità..... se poi ci abbini una bella tovaglia (a breve  vi farò anche degli esempi con tovaglie, bicchieri e piatti!!!)il risultato è fantastico.

L'idea è di Sara Papa, ma le proporzioni della ricetta sono le mie, e per il nero, ho usato il carbone vegetale e non il nero di seppia. Non storcete il naso, vi prego, perché,il carbone vegetale, è completamente insapore ma dà un tocco particolare ed invita molto ad assaggiarlo (chiaramente questo non vale per il mio maritino che si è rifiutato categoricamente).

Vi risparmio tutte le proprietà tecniche del carbone vegetale (potete cliccare qui) ma, spero di entusiasmarvi con il risultato estetico.

Prossimamente farò i panini per hamburger.




Pane bianco
200 grammi di farina 00
120 grammi circa di acqua
4 grammi di sale
50 grammi di lievito madre(oppure 6 grammi di lievito di birra)

Pane rosso
170 grammi di farina 00
30 grammi di acqua
4 grammi da sale
60 grammi di concentrato di pomodoro
50 grammi di lievito madre (oppure 6 grammi di lievito di birra)

Pane verde
150 grammi di farina 
200 grammi spinaci lessati e frullati bene
100 grammi di acqua
4 grammi di sale
50 grammi di lievito madre(oppure 6 grammi di lievito di birra)

Pane giallo
130 grammi di farina 00
20 grammi di curcuma
1 bustina di zafferano
75 grammi di acqua
4 grammi di sale
50 grammi di lievito madre(oppure 6 grammi di lievito di birra)

Pane nero
200 grammi di farina
10 grammi di carbone vegetale
130 grammi di acqua
4 grammi di sale
50 grammi di lievito madre(oppure 6 grammi di lievito di birra)

Ho preparato ogni singolo impasto sciogliendo prima il lievito con un pò di acqua e poi ho unito tutti gli altri ingredienti impastando fino  a farlo diventare liscio.
Li ho messi lievitare fino al raddoppio (i tempi dipendono da lievito e dal clima esterno). Dopodiché ho steso ogni singolo panetto, nella misura rettangolare (tipo un foglio A4), quindi ho sovrapposto i vari stati di impasto spennellandoli prima con un pò di acqua per farli aderire bene.
A questo punto, ho tagliato delle strisce (partendo dal lato corto) e con una leggera torsione ho formato dei filoni (tipo baguette) e li ho avvolti nella carta forno, per non farli aprire e per non far scurire i colori durante la cottura.

Ho aspettato che aumentassero di volume e li ho infornati a 180° per circa 30 minuti.

 Ciao e Buona cucina!

Patrizia





lunedì 9 marzo 2015

Riso e verdure in barattolo

"Salad in a Jar"

E' la nuova tendenza americana e cioè portare da casa un pasto già pronto per essere consumato nei barattoli di vetro anzichè nei box di plastica.
Io ho anche preparato delle tortine cotte nei barattoli vedi qua

E'  un ottima alternativa al solito panino e poi è gradevole anche alla vista.

Questo barattolo  l'ho preparato per la famiglia di Monica, ( il piccolo principe adora le novità) per confezionarlo ho cominciato dal fondo con  una vinaigrette di olio, limone e sale, poi ho aggiunto i vari ingredienti iniziando da quelli più pesanti, come  patate, broccoli, riso,carote, e cavoletti di Bruxelles per poi continuare con i fagioli del papa .
Tutti questi ingredienti li ho lessati prima di inserirli, poi ho aggiunte sfoglie sottilissime di finocchi e cipolle (ho un attezzo magico per tagliarli cosi).
Al momento del consumo il barattolo deve  essere shakerato ed è pronto: vi assicuro che è non solo buonissimo ma anche divertente.





Si può preparare anche alcuni giorni prima.....pensavo alle gite fuori porta oppure a mare
State già facendo lavorare la vostra fantasia vero?

Ciao
Patrizia 

lunedì 23 febbraio 2015

Biscotti con farina di Kamut


Non avrei mai immaginato di preparare dei biscotti con farine diverse da quella che uso abitualmente e trovarli anche buoni. Io sono molto... diciamo tradizionalista, nel senso che per cambiare ingrediente ho bisogno fortemente di essere motivata.

Nel  caso di questa ricetta, dovevo fare un regalo ad una coppia di sposi, la cui sposa ama una cucina un po' alternativa e quindi mi sono messa subito all'opera.


Ricetta
250 grammi di farina integrale di kamut
60 grammi di sciroppo di acero
60 grammi di zucchero di canna
60 grammi olio di arachidi
1 uovo
4 grammi di lievito per dolci
1 pizzico di sale






Ho unito tutti gli ingredienti ed ho lavorato l'impasto sino a renderlo liscio ed omogeneo; l'ho lasciato a riposo per almeno un'ora, avvolto nella pellicola.

Dopodichè l'ho steso con il matterello su di un piano di lavoro, leggermente infarinato, sino allo spessore di circa 5 mm e, con l'aiuto di un coppapasta a forma rettangolare, ho ritagliato i biscotti.

In una teglia, rivestita con carta forno, ho disposto i biscotti e li ho infornati per 15 minuti a 180°C circa.

Si conservano in una scatola di latta per molto tempo.

Ciao
Patrizia